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domenica 3 febbraio 2013

La pubblicità disincarnata di Paolo Leonardo


Passando davanti alla Galleria Alessandro Bagnai siamo obbligati a entrare, qualcosa ci attrae in modo irresistibile, qualcosa che percepiamo al di là dalle belle opere esposte, qualcosa che ci parla di libertà, quella vera, quella interiore che ci permette di essere distaccati ma allo stesso tempo partecipi alla vita.

Vedere le dodici opere, in tecnica mista su manifesti, di Paolo Leonardo è un impatto emotivo oltre che visivo; sono manifesti pubblicitari decontestualizzati che l’artista stacca e rielabora nel suo studio fino a trasformarli in altro. La libertà sta nel riappropriarsi della pubblicità riportandola a una dimensione emozionale, empatica e soprattutto pittorica. E’ la libertà di affermare la nostra unicità oltre l’immaginario collettivo. Paolo Leonardo investe le immagini femminili dei manifesti con la pittura e la sua emotività, le devia, le porta su un altro territorio che ricorda la trasformazione del bruco in farfalla così che lo spirito/farfalla delle figure femminili è libero dalla materia/pubblicità. Affascinanti donne in nero escono dallo sfondo bianco argento, librandosi nello spazio della Galleria. Sono farfalle, sono libere, sono belle; la loro avvenenza non è più stereotipata ma è la loro essenza. Paolo Leonardo chiama “disincarnazione della pubblicità” il suo modo di intervenire sui manifesti propagandistici per deformarne il senso e farne altro dove la pittura s’impadronisce del marketing e dove l’artista ricerca un rapporto empatico ed emotivo con le immagini. In esse vede un potenziale e in alcune anche un potere magico e, attraverso l’intervento pittorico, istaura un dialogo con esse. Dopo la morte, la disincarnazione è un processo dove lo spirito cade in un sonno profondo e subisce una trasformazione fino a che “la catena d’argento” che lo lega alla materia si spezza, solo allora sarà libero di seguire il suo percorso nel mondo dell’aldilà. Lo sfondo argento delle opere di Paolo Leonardo si spezza per fare volare via lo spirito; questo è ciò che accade ai manifesti che l’artista stacca, strappa, ci va sopra con la pittura cambiandone completamente forma e soprattutto contenuto. Il messaggio non è più quello della pubblicità ma tutt’altro, il messaggio è di rielaborare con la nostra empatia, con la nostra unicità, con la nostra emotività le immagini che la società ci propina. La libertà maggiore è essere in grado di reinterpretarle e farle nostre, instaurando con esse una relazione. Le figure diventano evocative e Paolo Leonardo ci lascia una suggestione, un’atmosfera e la possibilità di creare noi stessi una storia.
Completa la bella mostra di Paolo Leonardo una video-proiezione di Alberto Momo che documenta il lavoro performativo dell’artista a Parigi. La mostra sarà visitabile fino al 15 dicembre 2012.

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