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mercoledì 5 giugno 2013

I Profili vaganti di Valeria Catania


I Profili vaganti di Valeria Catania sono in mostra alla Galleria La Corte di Firenze, girandole, L’incontro 2013, rose, fiori, Liberalmente 2012, sovrapposizioni, Punto interrogativo 2012. Mettendo bene a fuoco le opere ci rendiamo conto che sono profili di volti, tanti profili, curati, sovrapposti con un lavoro meticoloso e lento dell’artista. Catania ama la sperimentazione del materiale, in queste opere usa particolari pigmenti in polvere che sfuma in molte tonalità. Nell’epoca del computer dove i profili corrispondono a individui virtuali, che vagano nell’etere più che nei luoghi fisici, ha sempre più valore la continua ricerca della nostra identità unica e reale. Il lavoro di Catania è personale dove la ricerca e la sperimentazione del materiale vanno di pari passo con la ricerca della sua identità. Nelle sue opere la nudità del suo essere, Catania è esposta e disposta al confronto e al dialogo, per lei è di primaria importanza l’interazione tra la sua opera e lo spettatore. A quest’ultimo è dato interagire con l’opera come con Vasi comunicanti, 2013 dove può scegliere l’illuminazione, il fascio di luce proietta sul muro l’anima della scultura, la rende calda, vivente: l’incontro con essa e la sua anima diventa un trovarci. Valeria ha saputo lavorare, fondere, allungare e allargare il materiale plastico dandogli altra forma e contenuto e da questa esperienza ne è uscita con un bagaglio di conoscenza che l’ha resa più consapevole sul suo uso come scoprire, per esempio, che la temperatura di fusione della plastica e il suo odore varia secondo la sua composizione. A noi infonde la possibilità di trasformarci con consapevolezza e determinazione: Chi sono? Qual è il mio compito in questa vita? Questo è ciò che Valeria si chiede e ci domanda attraverso il suo percorso artistico fino ad approdare al suo profilo che dialoga con noi aiutandoci a cercare il nostro tra i Profili vaganti. Forse nell’universo ci sono tanti Profili vaganti e ognuno di noi cerca, riconosce e accoglie il suo come dire che troveremo la nostra sostanza, la nostra anima, il nostro sé e di conseguenza il nostro percorso. In questo cammino rischiamo di cadere, di stare nell’ombra o nel nero più totale ma poi troveremo una luce che illuminerà la nostra anima come succede nelle sculture di Catania perché la luce include l’ombra e l’ombra la luce, il nero contiene sempre il bianco e il bianco sempre il nero. L’istallazione Squilibratamente – L’equilibrio sulla follia, 2013 nasce dalla necessità di un equilibrio e una leggerezza al continuo conflitto tra luce e ombra, dove angosce e dubbi offuscano la possibile serenità dell’animo umano. Questo incessante oscillare è una quasi follia fino a che non diamo il riconoscimento dovuto al nostro profilo vagante, ciò ci permetterà lo sviluppo armonico e completo della nostra vera individualità per una vita vissuta consciamente.





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