Spazio Glicine si affaccia sulla corte interna della
copisteria La Fotocopia in Via San Gallo 2r a Firenze. E’ uno spazio nato da
poco dove possiamo degustare un caffè e vedere mostre d’arte contemporanea. Lo
scorso sabato 21 marzo si è inaugurata la mostra dell’artista grafica Simonetta
Fratini dal titolo Pensiero Manifesto
aperta fino al 30 aprile 2015. Le opere di Fratini non sono mai banali, le sue
immagini mirano e arrivano direttamente dentro di noi, il pensiero diventa manifesto
in un gioco di parole e figurazioni. Sono immagini semplici come sintetici sono
i pensieri che le accompagnano, ma non ci lasciano indifferenti, anzi
attraverso la loro leggerezza e ironia ci mettono di fronte a importanti temi
sociali. Di fronte a queste opere grafiche sorridiamo ma al tempo stesso ci
obbligano a riflettere perché Fratini riesce a colpirci nel punto giusto con
molto tatto e soprattutto con tanta allegria. Pensiero Manifesto è una sorta di giornale, un quotidiano nel quale
possiamo leggere e commentare i fatti con cui ogni giorno ci confrontiamo, con
grande umorismo Fratini ci porta nel selfie, nel cibo, nell’edilizia, nella
violenza in famiglia manifestando chiaramente i suoi pensieri legati a
un’immagine grafica. Ci divertiamo molto a confrontarci con il suo e il nostro Pensiero Manifesto perché le sue
elaborazioni grafiche nascono dalla voglia di comunicare in modo intelligente, chiaro
e accattivante, ci riesce molto bene perché la sua giocosità è piena di stimoli
per noi. In mostra anche altri progetti grafici di Simonetta Fratini Animalocchi esseri animali che con il
loro grande occhio osservano il mondo senza giudicarlo cercando di capire ciò
che accadrà intorno a loro. Essi sono allegri, alle volte imbronciati o
impauriti, ma sempre ci conducono in un mondo festoso, dove occhio e malocchio fanno
Animalocchio per un nostro personale piacere
nel camuffarci e scrutare il mondo con l’occhione ingenuo ma non per questo
meno profondo e soprattutto accogliente. Fractus
è composto d’illustrazioni digitali vettoriali che riproducono un particolare
di un soggetto che poi diventa altro e crea una sua vita propria separata dal
soggetto stesso. Appesi ai vetri delle finestre che danno sulla corte con il glicine
tra non molto in fiore, i Plexieyes che
sono portafortuna pieni d’allegria, richiamano gli edifici dell’Europa
settentrionale e anche i cristalli di neve. Appesi ai vetri dialogano tra
l’interno e l’esterno e sono il collegamento tra la mostra della sala e i Fractus esterni appesi al glicine.
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