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mercoledì 14 maggio 2014

Realismo in-forme di Akronos



La Sala Barducci del Palazzo Medici Riccardi ospita realismo in-forme di Akronos, istallazione di nove quadri, il video in bianco e nero di Max Perissi e a terra tanti fogli bianchi stratificati con una grande macchia rossa al centro, Appunti 2014, sangue che cola da una ferita profonda. Vertigine nell’essere dentro tutto questo rosso e nero, la mostra centra, come gli aerei negli attacchi. Le opere accolgono numeri che ricordano quelli sulla pelle dei prigionieri nei campi di concentramento o calendari che segnano il tempo. Le tele sono intelaiate lasciando le sfrangiature perché siamo imperfetti e in-forme cioè senza una forma definitiva perché sempre in divenire. Stare nell’installazione è nascere alla vita, vivere la sua potenza nonostante gli eventi dolorosi che ci colpiscono spesso a tradimento e senza preavviso e ci fanno esplodere e implodere in mille pezzi scaraventandoci nello spazio infinito e ciò che eravamo non siamo più, niente sarà mai più come prima di quel giorno ricordato poi con il numero che diventerà l’anniversario. La morte spazza via la vita che riprende il suo corso lentamente dopo lacrime e rabbia rossa mischiata al lutto nero e poi quasi all'improvviso arrivano i colori pastello dell'aurora, sito 41-2014. Il nuovo in-forme è sovrapposizione di tela, pigmento materico che sedimenta il dolore per far posto alla gioia mischiata alla colpa di essere vivi, sorridere, passeggiare o assaporare l'aroma del caffè e lavorare con la morte dentro ma con le mani che si muovono da sole all'unisono con la pancia mescolando e stendendo colore, pennellata sopra pennellata, con la rabbia che solo la morte, l'abbandono e le separazioni possono dare. E, così che il trapasso, il buco nero nel quale siamo sprofondati prende forma, diventa arte, passione che salva e converte tutto il vissuto doloroso in bellezza. Il tempo scorre, il colore diventa alba, un nuovo giorno, una nuova vita, un nuovo viaggio. Le opere di Akronos hanno lo spessore dell’aver percorso il ciclo della morte e rinascita. Dalla sofferenza la leggerezza, l’apertura e amore da donare perché tanto ci è stato dato, siamo stati amati, anche se brutti, doloranti, infelici. L'istallazione è diventata un abbraccio sereno e accettazione perché siamo liberi se accogliamo l’incognito della vita. La mostra realismo in-forme di Akronos prosegue alla Galleria Immaginaria fino al 15 maggio 2014. 

  
www.akronosart.it









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