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lunedì 7 aprile 2014

Contemporanea Kore di Patrizia Zingaretti



Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ‘n mille dolci nodi gli avvolgea,
e ‘l vago lume oltre misura ardea
di quei begli occhi...
                    Francesco Petrarca

Contemporanea Kore è la mostra di Patrizia Zingaretti al Palazzo Gaddi in Via del Giglio a Firenze fino al 30 aprile 2014. Nei suoi quadri teste femminili viste da dietro, le chiome sono intrecciate in acconciature elaborate perché i capelli di queste donne sono sempre lunghi fermati e raccolti da preziosi fermagli. In queste tele l’artista richiama la figura greca Kore, la fanciulla senza tempo, l’anima, che cammina con un braccio lungo il corpo e l’altro teso alle volte con una melagrana in mano per donare grazia, femminilità, fecondità, bellezza e armonia. Antiche teste di dame rinascimentali sono invitate in queste sale, hanno pettinature dove niente è lasciato al caso e alla naturalezza della loro capigliatura. Queste teste che ci voltano le spalle ci invitano a seguirle in un percorso di grazia e morbidezza. Patrizia Zingaretti dipingendo le segue con grande sensibilità, la sua pittura diventa senza tempo e dettagliata, l’artista si prende tutto il tempo che necessita per seguire la sua Kore. Zingaretti diventa lei stessa Kore in una sorta d’identificazione, è lei che cammina verso di noi e ci dona il bello. La sua pittura è sintesi tra passato e contemporaneo, in essa percepiamo il legame artistico con la sua terra d’origine, l’Umbria. A noi visitatori è data la possibilità di penetrare le sue chiome dipinte e ci perdiamo, seguiamo le sfumature, le linee di ogni capello fino a scoprire che le chiome possono essere altro, una spirale, una chiocciola, una strada. La retina di perle per capelli diventa una mappa celeste e le perle segnali, punti luminosi di orientamento o ancora cielo stellato. Solo una tela ritrae alcune donne con teste non costrette da acconciature, i capelli lasciati liberi e svolazzanti nell’aria Vento. Il quadro accenna a lasciare che la vita ci spettini, che essa ci lasci i capelli scarmigliati dal vento, in piena libertà senza costrizioni di acconciature per essere sempre e comunque identificabili e a posto. Alcune volte l’armonia e il bello sono nel trovare e nell’essere la nostra acconciatura individuale senza conformarsi all’estetica sociale. Perché i capelli come gli individui compiono il loro ciclo di nascita, vita e morte: sono la ciclicità dell’essere e della natura e le nostre chiome parlano di noi e della nostra singolarità. 

Pubblicato su Cultura Commestibile




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