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domenica 7 aprile 2013

OBLIO di Susanna Serpas Soriano



“…tutto rimane fisso, incollato, fuso nella memoria…i ricordi si amano, si odiano ma alla fine non si dimenticano…”.  
L’OBLIO sarebbe bello 
e dolce, uno stato di semiabbandono e semiaddormentamento dove i ricordi, anche quelli più dolorosi, galleggiano, sfuma in acqua, aria, in dolcezza e nostalgia e poi lentamente sedimentano senza farci soffrire ancora, ma non sempre è così. Diventa OBLIO il ricordo di un corpo amato, abbracciato, toccato e baciato in ogni parte, centimetro per centimetro, desiderato, cinto. OBLIO diviene il nostro corpo che è stato desiderato e amato, corteggiato, contenuto in un caldo abbraccio; i ricordi possono essere ferite, coltellate nella carne viva oppure possono essere dolcissimi, teneri, sensuali. Vedere OBLIO, le bellissime foto di Susanna Serpas Soriano alla Galleria Frittelli di Firenze fino al 4 maggio 2013, è tutto questo. L’artista coglie parti di pelle e dettagli di corpi ingranditi in dimensioni fuori scala e inquadrati in costruzioni prospettiche create da lei stessa come se volesse dare un “contenitore” alle emozioni, ai ricordi, all’amore, alla compenetrazione e alla condivisione di corpi nudi, di pelle calda e sudata, di odori, di carezze voluttuose ma anche amorevoli, sostegno di notti insonni. Ricordi potenti, coinvolgenti e sconvolgenti, che sono, però, la nostra linfa vitale. L’artista ci ricorda che la vita è fatta di tutto, d’intimità, di pelle, di odori e sapori; sulle nostre mani la memoria della pelle e la sua grana. Sulle dita la consistenza e i passaggi delle carezze date e ricevute e poi, l’odore, che rimane addosso anche dopo mesi dalla separazione, alle volte, lacerando
la mente e l’anima. L’OBLIO serve a dimenticare ma non si può scordare niente, non si può dimenticare di vivere, l’OBLIO non può diventare “lontano da sé” e portarci a vivere estranei da noi stessi. Attraverso questa mostra l’artista ci porta a sentire che facciamo parte di un tutto, che non possiamo estraniarci dal mondo e soprattutto dal nostro corpo e dal nostro essere, dal nostro sentire. Perché niente si dimentica, tutto rimane incollato sulla nostra pelle e nel nostro cuore incidendoli profondamente e inesorabilmente. Le foto di Soriano risvegliano amore, fusione, comprensione e non solo nell’abbraccio fra amanti ma anche negli abbracci che la vita ci offre. Sono foto potenti che ci portano eros ed esistenza e soprattutto amore e cura verso noi stessi, “ …Chiedo allo spettatore di essere libero di pensare per oltrepassare la parte mortifera dell’anima, chiedo una viva attenzione alla vita che necessita sempre di essere compresa” dice Susanna Serpas Soriano. In questa mostra, inoltre, ci sono foto delle cere del Museo della Specola di Firenze, un tempo create per lo studio del corpo umano. Soriano ha fotografato anche le collezioni di animali imbalsamati, mortali fatti immortali. Un viaggio …Lontano, lontano dal luogo più vicino è ciò che facciamo percorrendo la galleria e poi soffermandoci a guardare le foto Orizzonti dedicate al paesaggio urbano e alle architetture, foto “composte” a riquadri, quasi sovrapposte, scorci di Firenze, Atene veduta dall’alto, Roma con la facciata di Villa Borghese. 

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