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venerdì 5 settembre 2014

Arno di Francesco Maria Testa



Arno è la mostra di Francesco Maria Testa alla Galleria Immaginaria di Firenze fino al 18 settembre 2014. Sono foto dedicate al fiume che attraversa la città, vita apparentemente immobile, uccelli come una composizione pittorica, l'acqua che si tinge di colori cangianti, azzurra, gialla, verde, marrone. Francesco Maria Testa fotografa il fiume e il suo scorrere, rossi scorci di ponti, particolari di muro che sembrano altro, realtà al limite dell’astrazione e dell’immaginario. Il fiume ci racconta le memorie di Firenze e i ricordi di un artista “fuori dal comune” fotografo pittore che con la macchina fotografica dipinge. E' una mostra calma, distaccata, Testa osserva, percepisce, intuisce, rimane in attesa e in ascolto. Guarda lo scorrere del fiume senza farsi prendere dal vortice della passione, attraverso i suoi scatti il fiume Arno ritrova la bellezza delle sue acque d’argento perduta nella quotidianità cittadina. L'artista ci aiuta e ci obbliga a soffermarci per vedere questo solito fiume con occhi diversi, gli argini dell’Arno ci rivelano la vita e intuiamo che esso è anche il fiume del silenzio e della lentezza. Quietamente raccoglie il senso della vita nei piccoli movimenti, il posare degli uccelli sulla sabbia, i sassi, i legni che l'acqua trasporta, piccole e delicate armonie dentro un fiume che scivola tra i paesaggi toscani fino a buttarsi nel mare infinito portandosi dietro i gridi e i brusii, i giorni inquieti e le notti insonni, gli innamorati con i loro baci e, alcune volte, la morte. In queste foto l'Arno è poesia e raccoglimento, le sue acque si tingono dei toni del tramonto e delle albe, Testa li ha catturati e nella sua arte si disfano in macchie, sconfinano in pittura astratta, acquarelli, dove il fiume si dissolve per fare emergere non la sua forma ma la sua essenza, dalla sua profondità vengono fuori colori nascosti risaltati dall’oro del sole o dall’argento della luna. E' un Arno smorzato, vissuto nel suo scorrere spesso silenzioso tra i mille rumori ed eventi della città. Scorre portandosi dietro gli sguardi delle persone, la frenesia e lo sporco, scorre rivelandosi solo a chi lo sa guardare serenamente, a chi lo sa accogliere e ascoltare con amore come ha fatto Francesco Maria Testa che con questa mostra ci emoziona e ci rende grati al suo Arno.


 




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