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lunedì 16 dicembre 2013

Passeggeri di Angelo Barone, Aroldo Marinai, Mariateresa Sartori



Passeggeri è la mostra di Angelo Barone, Aroldo Marinai e Mariateresa Sartori, dopo diciotto anni di nuovo insieme alla Galleria La Corte Arte Contemporanea di Firenze fino al 19 dicembre 2013. Tre artisti passeggeri che percorrono la vita srotolando il tempo come fil rouge, Mariateresa Sartori rende omaggio a Stephen Jay Gould col video Qwerty o così va il mondo 2008, frasi di Gould compaiono, come se fossero scritte a macchina, associate a filmati di sportivi vittoriosi o perdenti colti nel momento del loro massimo sforzo. La loro prestazione è solo un elemento della vittoria o sconfitta, altri fattori incontrollabili contribuiscono a determinare la loro sorte. Anche nella vita è così e a volte i deboli sconfiggono i forti come la tastiera qwerty, perché “Per i sistemi complessi la norma è la stasi; il mutamento, una volta che sia provocato, è di solito rapido ed episodico.” scrive Gould. Le opere in carta di Aroldo Marinai parlano di tempo memoria, i ricordi d’infanzia e della madre s’intrecciano in disegni liberi. L’artista riprende il segno spontaneo dopo il ritrovamento di disegni fatti da piccolo quasi a voler ripercorrere e riappropriarsi del bambino Aroldo. In queste opere c’è spontanea affettività, la madre diventa un punto di riferimento interiore da dove attingiamo amore. Marinai ha ri-percorso l'infanzia e i ricordi legati a essa, ci dona questi disegni con pudore, nostalgia, ma anche con vitalità e voglia di ri-mettersi in gioco perché le potenzialità del bimbo sono ancora intatte. Nell'infanzia il tempo è infinito e dilatato, disegnare è gioia, gioco tra cowboy e indiani, è raccontare il proprio vissuto, gli affetti, i sogni e le fantasie, le paure sono illustrate da segni e colori. Oggi il vissuto affettivo si lega all'uomo artista, i segni e i colori diventano arte, Marinai ci comunica con leggerezza l'amore e la perdita e come la spirale del tempo ha ri-visitato temi infantili per trasformarli in altro, continuo del suo percorso artistico. Le foto di Angelo Barone Casematte ri-visitano il passato collettivo, l’artista ri-percorre il viaggio a piedi di Paul Virilio del Vallo Atlantico “Bunker e Archeologie” negli anni '50. Barone ricerca i siti su internet e fotografa i bunker sullo schermo del computer cioè foto di foto, lo schermo del computer è filtro e difesa dal bunker stesso. Le foto sono volutamente sfocate perché la realtà non sempre è ben visibile, è un viaggio virtuale nella memoria storica dove il bunker diventa ricordo di paura e distruzione, ma, con la sfocatura non sempre vediamo bene la realtà, difatti alcune foto non rendono l'idea di compattezza dell'edificio ma sembrano morbide torte colorate. Il tempo che scorre porta ricordi individuali e sociali, il tempo è il presente ma internet ci lega immediatamente al passato che diventa reale nella foto, ma nello stesso tempo non lo è perché fuori fuoco. Barone non viaggia realmente e “distrugge” il tempo del viaggio trasformandolo in qualcosa che si sottrae e si dissolve diventando altro.
 www.mariateresasartori.it

Pubblicato su Cultura Commestibile



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