




La mostra
Museo di storia innaturale di Andrea Marini
alla Galleria Die Mauer di Prato è equilibrio, un'armonia tra aria e terra,
equilibrio tra le superfici, tra i vuoti e i pieni, tra il movimento e la
staticità. Al centro della galleria appesi al soffitto con sottili fili e
sospesi nel vuoto E
rranti, 2013 sette opere leggere, fatte di respiro e
fragilità, dischi molati in alluminio, ferro e plexiglas di varie dimensioni
che creano forme simili a bruchi, soffioni, nuvole e, che, con un lieve
tintinnio, si muovono cambiando colore secondo la luce. Il plexiglas diventa
traslucido come alabastro o madreperla, il ferro è di un grigio scuro e l’allumino
sembra argento vivo. Il materiale dialoga con lo spazio e comunica tutta la
complessità dell'arte di Marini. Il suo percorso artistico è mimesi della
natura ma poi ci narra ben altro, le forme create sono autonome e ci permettono
di liberare l’immaginazione. Marini sperimenta la materia e la forma mantenendo
la classicità, nei suoi lavori c'è il gioco ma anche qualcosa di più oscuro che
si moltiplica rivelando l’innaturalità della natura stessa. Marini porta la
natura verso l'innaturale, verso qualcosa di anomalo; dalla semplicità della natura
si può passare al “mostruoso” che si può moltiplicare diventando invadente, non
più solo giocosità. Le sue opere si espandono e s’impongono nello spazio
creando un possibile pericolo, ci fa intravedere la possibilità di follia e
anomalia nella natura e nell’uomo. L'equilibrio che sentiamo in galleria è dato
dalle sculture
Vibratili, 2013 ed
Erranti, 2013 perché le une danno
la terra e le altre l'aria cioè il soffio di vita,
Erranti sono semi portati dal vento per fecondare la terra.
Erranti donano il respiro ai
Vibratili radicati nella terra, essi
sono aghi di pino ingigantiti, strusciano, come la processionaria, ma poi si
contorcono, lentamente si alzano, si animano e si muovono, ricordano i
dinosauri. Tra queste due istallazioni c'è un continuo dialogo quasi che le une
senza le altre non potrebbero esistere. A suggello, in parete,
Scotchage 2013
tre quadri in plexiglas nero, l’uovo “dipinto” si fa ellisse e poi ellisse
allungata cioè potenziale bozzolo per una farfalla. Marini ha usato piccoli
pezzi di scotch in alluminio, sembrano piccole pennellate argentee, un mosaico.
Nelle sue opere c’è un continuo mutamento, non c’è staticità, ogni lavoro è in
continua evoluzione come
Informi composti di protuberanze, assembramento
di cellule che si accrescono all'infinito fino al movimento. Ancora
Ibridoteche, 2009 teche in vetro, piccole
serre dove si conservano surreali piante grasse composte di materiali metallici
e sintetici e lo
Pseudo ritratto dai grandi occhi, naso e bocca come una
maschera.
L'arte di Andrea Marini fa
appello alla fantasia e all'emozione, le sue opere ci portano in con-fusione
con l'effetto di nascondere la distinzione tra il vero e falso.
www.andreamarini.it
Pubblicato su Cultura Commestibile